La diffida ha per oggetto il Memorandum d’intesa tra il Governo italiano e quello israeliano “in
materia di cooperazione militare e della difesa”, sottoscritto a Parigi il 16 giugno 2003,
regolarmente ratificato (l. n. 94, 17/05/2005) e comportante oneri per il bilancio statale (quindi,
a carico dei contribuenti italiani).
Il Memorandum si rinnova tacitamente ogni 5 anni, in assenza di denuncia scritta notificata
all’altra parte prima della scadenza. Cosa, ovviamente, mai accaduta.
Il contenuto dell’accordo non è conoscibile, in quanto coperto da segreto militare ma è
legittimo supporre che riguardi scambi informativi con finalità tutt’altro che pacifiche. Non è
nota neppure l’aerea geografica di applicazione. In particolare, se si tratti del territorio italiano,
di quelllo israeliano o dei territori palestinesi illegittimamente occupati da Israele da svariate
decadi.
In sostanza, gli italiani non sanno se il Memorandum rispetti la l. n. 185 del 1990 (“Nuove
norme sul controllo e sulla trasparenza dei trasferimenti italiani di materiale di armamento”) e
questo in violazione del diritto all’informazione (art. 21 Cost.) e di quello alla pace (art. 10 Cost.,
in combinato con l’art. 28 della Dichiarazjone universale dei dintti dell’Uomo e lo Statuto ONU).
I predetti aspetti di incostituzionalità permangono tuttora. Inoltre, ciascuno dei tre rinnovi già
avvenuti, è stato segnato da operazioni militari di Israele che hanno causato migliaia di morti e
feriti (rispettivamente, operazioni “Piombo fuso” e “Margine protettivo” e intervento in
occasione della “Grande marcia del ritorno”).
Un quarto rinnovo del Memorandum produrrebbe ulteriori incostituzionalità e violazioni del
diritto internazionale, risolvendosi in un supporto ad attività dello Stato di Israele (occupazione
dei territori palestinesi e operazioni militari nella striscia di Gaza) dichiarate ripetutamente
contrarie al diritto internazionale da diversi organi di giustizia, come la Corte Internazionale di
Giustizia e la Corte Penale Internazionale. Giudizi recentemente fatti propri dall’Assemblea
Generale ONU.
Sulla base degli argomenti diffusamente sviluppati nel testo, si diffidano, quindi, i Ministeri
della Difesa e degli Affari Esteri e i rispettivi Ministri in carica ad attivare il procedimento per la
denuncia del Memorandum in questione e determinarne la cessazione d’efficacia.



